Corsi di formazione settembre/dicembre 2019. Iscrizioni aperte.

Corso Sicurezza – Lavoratori

Rischio Basso
05 settembre dalle 09.00 alle 18.00

Rischio Alto
05 Settembre dalle 09.00 alle 18.00 e
10 Settembre dalle 9.00 alle 18.00

Rischio Medio
05 settembre dalle 09.00 alle 18.00
e 10 settembre dalle 9.00 alle 13.00

Aggiornamento Sicurezza Lavoratori
21 Ottobre 2019 dalle 9.00 alle 15.00 (6 ore)
25 Novembre 2019 dalle 9.00 alle 15.00 (6 ore


Antincendio

Rischio Basso
10 Ottobre 2019 dalle 9.00 alle 13.00

Rischio Medio
10 Ottobre 2019 dalle 9.00 alle 18.00

Aggiornamento Antincendio Rischio Basso
10 Ottobre 2019 dalle 11.00 alle 13.00

Aggiornamento Antincendio Rischio Medio
10 Ottobre 2019 dalle 11.00 alle 17.00


Primo Soccorso

(corso Base)
28 Ottobre dalle 9.00 alle 15.00
e 30 Ottobre dalle 9.00 alle 15.00

Aggiornamento Primo Soccorso
28 Ottobre dalle 9.00 alle 13.00


Aggiornamento Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS)

16 Dicembre dalle 9.00 alle 13.00 (aziende con meno di 50 addetti)

16 Dicembre dalle 9.00 alle 18.00 (aziende con oltre 50 addetti)

Programmazione corsi Marzo-Maggio 2019

Primo Soccorso

Base
21 marzo 2019 dalle 9.00 alle 18.00
28 marzo 2019 dalle 9.00 alle 13.00

Aggiornamento
28 marzo 2019 dalle 9.00 alle 13.00

Antincendio

Rischio Basso
11 aprile 2019 dalle 9.00 alle 13.00

Rischio Medio
11 aprile 2019 dalle 9.00 alle 18.00

Aggiornamento Rischio Basso
11 aprile 2019 dalle 11.00 alle 13.00

Aggiornamento Rischio Medio
11 aprile 2019 dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00

Sicurezza

Parte Generale
7 maggio 2019 dalle 9.00 alle 13.00

Rischio Basso
7 maggio 2019 dalle 9.00 alle 18.00




Rischio Medio
7 maggio 2019 dalle 9.00 alle 18.00
9 maggio 2019 dalle 9.00 alle 13.00

Rischio Alto

7 maggio 2019 dalle 9.00 alle 18.00
9 maggio 2019 dalle 9.00 alle 18.00

RLS

Aggiornamento fino a 50 addetti
22 maggio 2019 dalle 9.00 alle 13.00

Aggiornamento oltre i 50 addetti
22 maggio 2019 dalle 9.00 alle 18.00
Richiesti almeno 6 iscritti

Valutazione Stress lavoro Correlato

Valutazione Stress lavoro Correlato: opportunità di reale miglioramento o semplice adempimento burocratico?

Di recente mi sono imbattuta in una presentazione di Assolombarda in cui si affronta il tema dello stress lavoro correlato, in termini statistici per valutare a che punto siamo in Italia con la Valutazione in questione (obbligo normativo sancito dal Testo Unico), quali i risultati delle valutazioni (laddove presenti) e il livello di coinvolgimento del rappresentante dei lavoratori della Sicurezza.

Questi dati, presentati a Monza il 23 gennaio scorso fanno emergere una situazione che solo all’apparenza sembra tutto sommato rosea.

I dati analizzati sono riferiti ad un campione di aziende diverse .

Alcuni dati:

Su circa 800 Aziende monitorate, il 92% ha effettuato la valutazione del rischio (nel 4% la valutazione è in corso, il 3.2% non ha effettuato la valutazione).

A questo punto è stato verificato l’esito della valutazione effettuata, oltre l’80% delle aziende hanno ottenuto un rischio NON RILEVANTE.

Nel restante 20% delle aziende si è riscontrato un rischio rilevante in almeno un gruppo omogeneo.

nelle piccole realtà (da 6 a 9 addetti) questa percentuale di rischio non rilevante aumenta fino al 93%!

Tra i settori “più a rischio” troviamo la Sanità e il manifatturiero.

Laddove si fosse riscontrato un indice di stress lavoro correlato rilevante (in termini di colori parlo del livello medio, indicato come GIALLO secondo il Manuale INAIL, l’indagine riporta che le misure prontamente messe in atto dai datori di lavoro hanno azzerato o comunque ridotto ai minimi termini il rischio.

E in Europa?

In base stime recenti, la percentuale di lavoratori esposti a rischio di stress lavoro correlato si aggirerebbe tra il 27% ed il 30% dei 54 milioni di lavoratori europei nemmeno uno si trova in Italia!

Di recente l’INAIL ha pubblicato un volume di aggiornamento :In tale pubblicazione si ribadisce che, laddove l’esito della valutazione preliminare abbia prodotto un esito NEGATIVO (semaforo verde), si procede a riportare il risultato sul DVR; laddove si sia rilevato, sempre nella valutazione preliminare un esito POSITIVO (semaforo GIALLO o ROSSO) si dovrà pianificare, adottare e verificare interventi correttivi e solo se questi interventi non producano l’effetto desiderato (riportare la situazione ad un semaforo verde), solo allora si dovrà procedere con la Valutazione approfondita.

Le indicazioni della Commissione prevedono “la valutazione delle percezioni dei lavoratori sulle famiglie di fattori/indicatori  già oggetto di valutazione nella fase preliminare con la possibilità, per le aziende di maggiori dimensioni, del coinvolgimento di un campione rappresentativo di lavoratori’”… “Gli strumenti indicati per la suddetta valutazione delle percezioni dei lavoratori sono individuati a titolo esemplificativo, tra questionari, focus group, interviste semistrutturate, fermo restando che, per le imprese fino a 5 lavoratori, in sostituzione, il DL può scegliere di utilizzare modalità di valutazione (es. riunioni) che garantiscano il coinvolgimento diretto dei lavoratori nella ricerca delle soluzioni e nella verifica della loro efficacia”.

Sul portale INAIL è inoltre possibile, previa registrazione gratuita, accedere ad una piattaforma per effettuare sia la valutazione preliminare che la valutazione approfondita utilizzando appunto il suddetto questionario, ma non è così semplice come sembra.

Le procedure di accreditamento e di profilazione degli utenti sono lunghe e poco intuitive, per non parlare poi dell’accreditamento che occorre ai consulenti per poter effettuare la compilazione dei dati per conto del Datore di lavoro.

I questionari proposti da INAIL riguardano per la stragrande maggioranza, aspetti di organizzazione del lavoro,restano esclusi alcuni aspetti fondamentali per avere una panoramica globale del contesto ovvero: l’ambiente di lavoro comprensivo dei vari fattori che lo compongono (microclima, rumore, interferenze con altre lavorazioni), attrezzatura utilizzata, rischi specifici ai quali sono esposti i lavoratori.

Quali sono le nostre proposte per effettuare questa valutazione?

Analisi Organizzativa aziendale: approfondimento dei ruoli, delle attività, dei processi sia produttivi che organizzativi con il supporto delle figure di sicurezza (dirigenti, preposti, RLS e lavoratori)

Valutazione Preliminare mediante le linee guida INAIL (aggiornate al 2017)

Costruzione di Gruppi Omogenei di lavoratori ai quali somministrare un questionario (in forma anonima) mediante la metodologia proposta da EPM

Analisi dei Risultati insieme alla Direzione e supporto nell’identificazione delle misure di prevenzione e protezione mirate per il contesto aziendale

 

IL DEFIBRILLATORE NEI LUOGHI DI LAVORO

In Italia si registrano ogni anno circa 60.000 decessi per morte cardiaca improvvisa.

L’inizio immediato della rianimazione cardiopolmonare e l’uso del defibrillatore semiautomatico (DAE) entro cinque minuti dalla perdita di coscienza hanno portato ad un incremento del tasso di sopravvivenza.

La I. 120/2001 ha consentito l’uso del DAE anche a personale non sanitario, purchè formato.

Ci sono alcuni fattori lavorativi che contribuiscono ad aggravare le malattie cardiovascolari. È quindi molto importante predisporre nei luoghi di lavoro delle misure di emergenza che prevedano l’utilizzo del DAE in quanto permette di aumentare la sicurezza dei lavoratori .

Alcuni esempi in cui è importante avere a disposizione il DAE

Piacenza Progetto Vita: è attivo dal 1999, ha previsto la diffusione di DAE in diversi punti fissi della città.

Aeroporti di Chicago: in 3 aeroporti di Chicago sono stati installati una serie di DAE. In due anni i casi di arresto cardiaco sono stati 21, di cui 18 con defibrillazione ventricolare.

Il DAE è consigliato:

  • In aree dove sono presenti apparecchi elettrici
  • Nei luoghi di lavoro all’aperto
  • In zone isolate dove è più difficile far arrivare i soccorsi, come nei cantieri
  • In luoghi di transito o di permanenza di molte persone.

È necessario che sia chiara a tutti la presenza di un defibrillatore.

La ricerca dimostra che le probabilità di sopravvivenza aumentano quando si esegue la rianimazione cardiopolmonare con un DAE prima dell’arrivo dell’ambulanza.

Oltre alla riduzione del premio tramite modello OT24, per prevenzione alle aziende che adottano il DAE, l’INAIL mette a disposizione la relativa formazione BLS-D (Basic Life Support and Defibrillation) .

Lo Studio Nadalini si occupa dell’organizzazione dei corsi BLS-D,Il corso dura cinque ore. Possiamo supportarvi anche nella scelta del prodotto che meglio si adatta alle vostre esigenze grazie alla collaborazione con un’azienda leader nella vendita di defibrillatori.

Completano i servizi offerti dallo Studio ovviamente i corsi di formazione specifici per addetti all’utilizzo del DAE. I corsi sono tenuti da personale qualificato ed accreditato.

Defibrillatore

Defibrillatore cos’è e a cosa serve

Il defibrillatore è un dispositivo salvavita che riconosce le alterazioni del ritmo della frequenza cardiaca e di erogare – se necessario e possibile – una scarica elettrica al cuore, azzerandone il battito e, successivamente, ristabilendone il ritmo.

Oggi vengono utilizzati essenzialmente due tipi di defibrillatori:

  • Manuale : Sono usati da personale sanitario , utilizzabili negli ospedali, nelle ambulanze e in mezzi di soccorso.
  • Semiautomatico o DAE : Sono in grado di riconoscere automaticamente il segnale elettrocardiografico e permettono l’erogazione della scarica se consigliata, attraverso il pulsante apposito, solo quando viene riconosciuto un ritmo defibrillabile.

 

Qualche numero 

Ogni anno, sono circa 57.000 le persone colpite da arresto cardiaco

ogni minuto che passa, dopo un arresto cardiaco, la possibilità di sopravvivenza si riduce del 10 %

Grazie alla legge n° 120 del 2001 chiunque sappia usare il defibrillatore semiautomatico può intervenire ripristinando il ritmo cardiaco, in sicurezza, in attesa dei soccorsi.

 

Le città «cardioprotette»

Piacenza, Monza, Taranto, Milano, Trento e Orvieto hanno sposato questo progetto con

l’installazione dei DAE anche nei complessi residenziali

Piazze, strutture pubbliche e non, sono dotate di colonnine salva vita contenenti il DAE (Defibrillatore Automatico Esterno).

Anche averlo nei ristoranti può essere utile e può salvare la vita, come è successo in un ristorante nel bolognese:

Una cliente mentre si trovava al ristorante è stata colpita da un attacco cardiaco. E’ stata una ragazza che cenava accanto a lei fino a pochi secondi prima, con l’aiuto dei dipendenti del ristorante, pronti con il defibrillatore a portata di mano e gli operatori del 118 al telefono. Così quando la donna si è sentita male qualcuno ha chiamato il 118 e in attesa dell’ambulanza, arrivata in 9 minuti, la 28enne prima le ha praticato il massaggio cardiaco e poi le ha «scaricato» due scosse in petto che l’hanno rianimata, il tutto mentre a un altro capo del telefono un operatore del 118 istruiva sui passaggi da fare. «Quando l’ambulanza è arrivata la signora aveva già ripreso a respirare», così racconta il titolare.

Sistema di Gestione della Sicurezza: quando programmarlo?

Negli ultimi anni, sulla scia del modello OT24, ovvero possibilità di riduzione del premio INAIL per le aziende “virtuose”, il Sistema di Gestione della Sicurezza (SGSL), sta acquisendo sempre maggiore importanza.

Quando però approcciarsi ad un SGSL? Mediamente ad una settimana dalla presentazione del sopra citato modello OT24.

Esistono due tipologie di sistemi di Gestione:

  • Linee guida UNI INAIL (sistema NON certificabile): rivolto a piccole e medie imprese che operano in territorio nazionale
  • OHSAS 45001 (ex 18001): Sistema certificabile attraverso un Ente Terzo; rivolto a quelle realtà che vogliono implementare un Sistema di Gestione già esistente (9001 Qualità o 14001 Ambiente) ed il cui mercato è anche internazionale.

Cosa implica implementare un Sistema di Gestione?

  • Risorse interne commisurate alla complessità aziendale e al sistema di riferimento ( UNI INAIL o OHSAS).
  • Impegno di tutto il personale: partendo dai vertici dell’Azienda fino ai lavoratori.

Ma soprattutto richiede TEMPO!

Occorre strutturare il Sistema in maniera specifica per la propria realtà aziendale.

Fare prevenzione aziendale significa, quindi, attuare un sistema organizzativo che consenta una corretta gestione degli aspetti di salute e di sicurezza sul lavoro.

Un SGSSL (Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro) non è, come spesso si tende a pensare, solo burocrazia, ma rappresenta piuttosto uno strumento utile per l’Azienda .

Investire su un Sistema di Gestione non è solo risparmio contributivo INAIL; i vantaggi sono principalmente:

  • Razionalizzazione e armonizzazione del modus operandi aziendale
  • Definizione di un linguaggio comune attraverso modalità operative univoche, condivise e ripetibili nel tempo, in modo da poter tenere sotto controllo il rischio residuo valutato e classificato

Meno incidenti, infortuni e malattie professionali, sono comunque un risparmio: studi di settore dimostrano che le Aziende che adottano efficacemente un SGSSL hanno sensibilmente diminuito gli eventi infortunistici.

L’azienda è fatta di PERSONE, oltre che di numeri.

I Servizi che offriamo sono:

  • Analisi dell’organizzazione Aziendale e dei processi
  • Analisi del Documento di Valutazione dei Rischi e della formazione obbligatoria svolta
  • Implementazione e accompagnamento nell’applicazione del Sistema di Gestione
  • Formazione del personale
  • Audit interni e riesame
  • Assistenza durante l’Audit Ente di Certificazione
  • Mantenimento e implementazione del SSL

Differenza di “genere”: quando la parità dei sessi deve essere evitata!

due pesi e due valutazioni
Differenza di Genere sul Lavoro

 

 

 

 

 

Sono oramai 10 anni che il “Coso 81” ci perseguita, ci fa diventare matti con le interpretazioni personali, ci fa perdere ore e ore a strutturare e compilare moduli…

Ma su una cosa ha pienamente ragione: il documento di valutazione dei rischi deve tenere conto della “differenza di genere” (oltre che di età, provenienza da altri Paesi e tipologia contrattuale). Questo dice a chiare lettere l’articolo 28.

Siamo da sempre stati abituati a ragionare in termini di differenza di “genere” con la vecchia 626, ogni volta che affrontavamo la valutazione dei rischi da movimentazione manuale dei carichi, in maniera molto semplice: due limiti di peso per UOMO e DONNA. Forse un po’ banale, ma era pur sempre un inizio…Già perché da allora gli studi e la letteratura tecnica di settore ha portato alla luce tante altre “differenze” tra uomo e donna (in ambito di prevenzione, sia ben chiaro!).

Innanzitutto occorre distinguere tra

  • “sesso”, ovvero differenze che la biologia determina tra uomini e donne e che sono universali e immutabili
  • “genere”, ovvero differenze sociali tra donne e uomini, che sono apprese, possono cambiare nel tempo e presentano notevoli variazioni tra differenti culture

Uno studio dell’ISTAT riporta le diverse ripercussioni sulla salute in virtù dell’esposizione a tanti altri rischi. Risultano maggiormente esposte le donne per quanto riguarda i rischi legati a:

  • Disturbi degli arti superiori
  • Stress
  • Aggressioni verbali/fisiche
  • Asma ed allergie
  • Malattie della pelle (ad esempio dermatiti da contatto)
  • Malattie infettive (cura della persona, sanità, infanzia)
  • Attrezzature di lavoro (niente battute, il problema è solo di natura “antropometrica”: la prevalenza delle attrezzature di lavoro è progettata e costruita avendo come modello le misure dell’UOMO medio e non della DONNA).

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Ergonomia: un nuovo approccio per la Valutazione dei Rischi

Attestato Master SIE Ergonomia
Attestato Master SIE Ergonomia

Documento di Valutazione dei Rischi: da dove iniziare?

Per chi come me si deve confrontare quotidianamente con il famigerato Documento di Valutazione dei Rischi (DVR per gli amici), la domanda può sorgere spontanea: “Quale approccio metodologico seguo?” “Esistono delle linee guida che forniscano in maniera univoca almeno un indice del documento da cui partire?”.

Tante volte ho cercato in rete master, linee guida, esempi applicativi: se ne trovano un’infinità, forse anche troppi. Ma nessun documento “ufficiale” a supporto di chi come noi, deve “scrivere” questo trattato sulla sicurezza.

Partiamo allora da quello che richiede la legge in modo forse un po’ nebuloso, ma obbligatorio:

l’art. 28 del “coso 81” indica che il “documento deve contenere TUTTI i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori”. Facile no? Ovvio no?

Da qui la prima considerazione: “Da dove parto per la valutazione di TUTTI i rischi?”

Come per tutte le attività occorre impostare un metodo, una linea guida che prenda in considerazione tutti i possibili rischi (salute e sicurezza), senza dimenticare i rischi di natura psicosociale, nonché le possibili differenze di genere, età, provenienza da altri paesi e tipologie contrattuali diverse… Ok, e quindi?

Siamo di nuovo al punto di partenza. Da dove iniziare?!

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Defibrillatore

Defibrillatore: il dispositivo che può salvarti la vita!

Perché si parla così poco del defibrillatore?

Il defibrillatore è un dispositivo salvavita che riconosce le alterazioni del ritmo della frequenza cardiaca e capace di erogare una scarica elettrica al cuore, ristabilendone il ritmo.

L’incidenza della morte cardiaca improvvisa è paragonabile a quella determinata dalla somma dei principali tumori conosciuti ed è 10 volte superiore a quella legata agli incidenti stradali e circa 50 volte superiore rispetto alla mortalità dovuta all’AIDS. Duecento morti ogni giorno, una ogni 8 minuti, molte in giovane età, molte evitabili.

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Strumenti innovativi per la Formazione

Manichino elettronico primo soccorso:  si tratta di un foglio dove è disegnata la sagoma di una persona, poi c’è un cubo piccolo che simula le compressioni che si solito si fanno con le mani sul manichino vero e proprio. La tecnologia al servizio della formazione.

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